mercoledì 31 agosto 2016

MARKETING VIRALE: IL VIDEO DI IKEA CHE PRENDE IN GIRO I FANATICI DELLE FOTO DI CIBO SUI SOCIAL

Come  promuovere il vostro prodotto facendo in modo che siano gli altri a parlarne per voi?  Il marketing virale è utile proprio per questo e IKEA ha colto nel segno di nuovo a distanza di pochi anni.
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un frame del video virale di Ikea

Instagram nel Settecento?  E così, ecco uno spot ambientato nell’Europa di tre secoli fa, nel momento iniziale di un solenne pranzo nobiliare con famiglia al completo.

Ikea in questo video, che ha totalizzato mentre scriviamo oltre 8 milioni di visualizzazioni, ha pensato bene di giocare sulla mania contemporanea di scattare centinaia di foto al piatto che sta davanti a noi, fumante, sul tavolo, per poi postarle su Facebook, Instagram o altri social network sperando di raccogliere quanti più "mi piace possibili.

 

Ikea commenta ironicamente: «È solo cibo, non una gara. Rilassiamoci». E nel commento al video spiega bene: «È tempo di fare la cernita alle aspettative sulla porta della cucina, e riscoprire la gioia semplice di cucinare, mangiare e stare insieme».

Una conclusione basata su uno studio del colosso svedese svolto proprio relativamente alla vita domestica e che indicano il modificarsi del pensiero sociale riguardo al concetto di casa.

Non è la prima volta, del resto, che Ikea fa parodia sulla cultura pop contemporanea. Nel 2014, ad esempio, aveva rilasciato un geniale spot parodia della Apple, per pro muovere l’uscita della nuova edizione del suo catalogo cartaceo.
"Il marketing virale - spiega Vikypedia - è un tipo di marketing non convenzionale che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti interessati per trasmettere un messaggio a un numero elevato di utenti finali. La modalità di diffusione del messaggio segue un profilo tipico che presenta un andamento esponenziale".
In pratica la vostra campagna pubblicitaria (generalmente una foto o un video), viene diffusa come avverrebbe con un virus per contagio. Qui a contagiare le persone è la connotazione parodistica e buffa di un evento.
Per realizzare un video virale non basta ovviamente possedere  normali competenze diu tecniche di ripresa.
È opportuno conoscere come funziona il web, come sfruttare le tecniche di diffusione dell'informazione sui social e saper ecreare l'effetto sopresa in modo da  saper gestire la partecipazione degli altri utenti.

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martedì 30 agosto 2016

MILANO TORNA PROTAGONISTA DEL ROADSHOW 2016

Il Roadshow “Italia per le Imprese, con le PMI verso i mercati esteri” torna a Milano, dopo due anni, per una tappa tutta dedicata al tema delle Reti di Impresa. A luglio 2016, i contratti di rete sono 2.935 con 14.827 imprese coinvolte; in Lombardia le imprese che hanno stipulato un contratto di rete sono 2588.



Milano rappresenta il terzo appuntamento che si focalizza sulle Reti di Impresa, dopo Venezia e Bologna, e la ragione dipende proprio dall’importanza e dall’efficacia di questo innovativo istituto, che consente di creare filiere di eccellenza, più capaci e più idonee ad affrontare il mercato, soprattutto se straniero.

Le reti rappresentano uno strumento giuridico - economico di cooperazione fra imprese che, attraverso la sottoscrizione di un contratto, si impegnano reciprocamente, per raggiungere un obiettivo comune, a collaborare in forme ed ambiti attinenti le proprie attività, scambiando informazioni e/o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica e/o realizzando in comune determinate attività attinenti l’oggetto di ciascuna impresa.
Una piccola e media impresa talvolta, per mancanza di finanziamenti o di competenze interne, stenta ad intraprendere percorsi di internazionalizzazione: far parte di un’aggregazione permette di mettere insieme le capacità e le forze, per affrontare meglio il mercato, soprattutto quando si decide di andare all’estero.

Il Roadshow 2016, iniziativa pensata proprio con l’obiettivo di affiancare le aziende sui temi dell'internazionalizzazione, vuole nuovamente fornire un’occasione di approfondimento su tutti gli strumenti che il Sistema Italia è in grado di offrire a chi voglia conquistare i mercati globali, tra i quali anche le Reti di Impresa.
L’evento è organizzato da ICE-Agenzia in collaborazione con RetImpresa e Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, partner territoriale dell'evento.

Il format prevede, dalle 9.30 alle 11.30, una sessione plenaria con ospiti di rilievo del mondo istituzionale e finanziario che illustreranno gli strumenti e le strategie a sostegno delle imprese sui mercati globali, con focus particolare sulle reti di impresa.

A seguire, dalle 13.00 alle 18:00, gli imprenditori potranno incontrare i rappresentanti di tutte le organizzazioni presenti, tra cui: Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, SACE, SIMEST, ICE-Agenzia, RetImpresa, Confindustria, Unioncamere, Regione, Rete Imprese Italia, Alleanza delle Cooperative, nonché i rappresentanti delle organizzazioni territoriali che collaborano all'iniziativa.

Il Roadshow “Italia per le Imprese, con le PMI verso i mercati esteri” è patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ed è promosso e sostenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico. Oltre all'ICE-Agenzia, a SACE e a SIMEST, l’evento si avvale della collaborazione di Confindustria, Unioncamere e di Rete Imprese Italia. La partecipazione è gratuita, previa registrazione (sul sito roadshow.ice.it - eventi-in-programma – Milano)

lunedì 29 agosto 2016

COME AUMENTARE IL NUMERO DI CLIENTI CON I SOCIAL NETWORK: QUICK PROMOTE DI TWITTER

Twitter offre uno strumento di rapida promozione dei prodotti per le aziende con Quick Promote di Twitter Ads, che permette di raggiungere i vostri potenziali clienti che utilizzando, oltre al PC, anche tablet e smartphone.


Twitter è un servizio gratuito di social networking e microblogging, nato nel marzo 2006, che fornisce agli utenti, attraverso l'omonima piattaforma, una pagina personale aggiornabile tramite messaggi di testo con lunghezza massima di 140 caratteri. Questi messaggi, chiamati tweet, sono sponsorizzabili in modo che raggiungano più persone. Uno dei sistemi messi a disposizione da Twitter per promuovere i tweet è Quick Promote. 

Per farvi qualche esempio su come funziona il social network twitter,  provate a immaginare di  poter raggiungere migliaia, centinaia di migliaia di utenti con un semplice messaggio di poche righe che può contenere anche il link al vostro negozio di ecommerce o al vostro sito. 

Il vantaggio di Twitter, rispetto  ad altri social network come Facebook ad esempio, è che è molto mirato: potete registravi a una categoria di utenti che segue determinati interessi e andare a veicolare il vostro mesaggio proprio a quel gruppo.

Per iniziare a utilizzare Quick Promote è necessario accedere a Twitter con il proprio account (o aprendone uno aziendale)  per poi eseguire le seguenti azioni:
  • Andare su analytics.twitter.com;
  • selezionare il tweet da promuovere. Come detto, si consiglia di scegliere un tweet che ha già ricevuto una buona risonanza tra i follower;
  • scegliere il budget. Lo strumento di Twitter consente di ottenere una stima della portata che il budget potrà avere;
  • osservare le persone che interagiscono con il tweet in tempo reale. In questo modo, sarà possibile ottimizzare la strategia sulla base dei retweet o dei clic sulla URL.
Quick Promote è uno degli strumenti di Twitter Ads (la sezione advertising di Twitter), che con i suoi strumenti permette di creare nuove campagne per acquisire follower pertinenti e incentivare il traffico verso il proprio sito web o, ancora, di aumentare le installazioni della propria app.




Se desiderate sapere come applicare il servizio Quick Promote anche alla vostra attività: scriveteci a info@vikyanna.it o fate richiesta compilando il modulo contatti.  

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venerdì 26 agosto 2016

COME FAR COMPARIRE LA NOSTRA AZIENDA SU GOOGLE NEWS?

Comparire su Google News per una Piccola o Media Impresa può diventare estramente interessante perché permette di aumentare di gran lunga la sua visibilità e aumentare così la competitività rispetto alla concorenza.


Google News è un servizio di Google che si propone di fornire agli utenti notizie dal mondo in maniera organizzata e tempestiva. Per poter funzionare al meglio, questo servizio dipende dalla qualità delle notizie stesse e quindi dalla qualità dei siti che ne sono la fonte. A questo scopo ci sono alcune indicazioni da seguire, fornite da Google stesso, per poter essere inclusi nell’elenco dei siti indicizzati da Google News.

Come prima norma c’è quella sulla qualità delle notizie; i siti che fanno parte di Google News devono avere un buon livello qualitativo, gli articoli devono essere puntuali e trattare di argomenti importanti e che possano essere di interesse per i lettori. Google generalmente non ammette le rubriche di consigli (siano essi blog o in altra forma) e le istruzioni pratiche. A questo proposito, è bene sottolineare che Google News non è un servizio di marketing e che quindi non include notizie di siti manifestamente creati per promuovere un particolare prodotto o un’organizzazione.

Come per tutti i contenuti dei siti web, Google richiede articoli unici e originali, e se il nostro sito raccoglie anche contenuti aggregati, dovrà essere nostra cura separarli dai contenuti originali o limitare l’accesso dello spider con l’aiuto del file robots.txt. Questa è comunque da considerarsi una buona norma di “onestà telematica” che tutti dovrebbero sempre adottare.

Altri aspetti da considerare sono quelli realitivi all’autorevolezza e alla facilità di uso del sito: gli utenti generalmente ritengono più affidabili siti in cui sono presenti informazioni di contatto e biografiche sull’autore dell’articolo, così come, allo stesso modo, è facile immaginare che prediligano siti con una buona velocità di caricamento, correttamente realizzati e con una facile fruizione dei contenuti.

Ultima, ma non meno importante è la norma sui requisiti tecnici. Google News utilizza un algoritmo informatico per eseguire automaticamente la scansione dei siti di notizie e per facilitarne il lavoro il nostro sito dovrebbe seguire le indicazioni tecniche segnalate dal Google Webmaster tool. Un altro aspetto da considerare è che il crawler è in grado di indicizzare in Google News solo articoli in HTML quindi non potrà scansionare file in Pdf o in altri formati diversi dall’ html e per il momento nemmeno i contenuti multimediali. Per aiutare Google News a scoprire gli articoli più recenti possiamo creare un link ad essi che sia ben in evidenza e inviare a Google la Sitemap.

In definitiva, le norme fornite da Google per l’inserimento dei nostri articoli in Google News non sono altro che le stesse norme di best practice che dovrebbero essere seguite da ogni webmaster, per la realizzazione di tutti i contenuti di un sito web e la loro organizzazione.

LINK: INVIARE GLI ARTICOLI A GOOGLE NEWS 


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IN ITALIA GLI ECOMMERCE RENDONO?

Quando si parla di ecommerce, in molti casi si pensa ad un acquisto fatto da pc, mentre siamo a casa o a lavoro. La realtà invece è un'altra, e ci rivela come gli acquisti fatti da dispositivi mobili siano in aumento.



Come si può notare da questa immagine, il possesso di smartphone per mercato di riferimento supera il 50% in tutti i paesi analizzati, con un massimo di 80,9% in Francia L'Italia, dal canto suo, nonostante una penetrazione relativamente inferiore, durante lo scorso anno è stata il mercato con il tasso di crescita maggiore in assoluto, registrando un aumento del 13,4% rispetto al mese di aprile 2015. Spesso, i mobile shopper scelgono di compiere acquisti da app o browser; sebbene l'utilizzo di applicazioni nel complesso costituisca la componente principale del consumo di contenuti da mobile, gli acquisti compiuti da browser sono risultati superiori a quelli completati da app in tutti e cinque i mercati nel mese di aprile. Nei mercati analizzati, oltre il 60% degli utenti che ha compiuto acquisti online ha scelto di farlo visitando i relativi siti da browser mobile.





Nel 2015 gli utenti italiani che hanno fatto acquisti da mobile, hanno mostrato una lieve preferenza per lo smartphone rispetto al tablet, mentre negli altri paesi analizzati in questo grafico la preferenza è molto più accentuata. Questo dimostra l’importanza di avere un ecommerce fruibile in modo semplice anche da mobile.


giovedì 25 agosto 2016

PRIMI SU GOOGLE CON LA PROPRIA AZIENDA GRAZIE AI SOCIAL NETWORK



Matt Cutts conferma, sul canale Youtube di Google Webmaster Center, che il motore di ricerca utilizza quello che viene pubblicato su Twitter e Facebook come Ranking signal. Cosa vuol dire? Che se volete salire nelle serp (cioè essere primi o in prima  sui risultati di  Google) dovete usare correttamente i social network, in quanto influenzano il modo con cui Google vi posiziona in cima ai risultati delle ricerche.

Google utilizza i dati dei due social network per influenzare il posizionamento soprattutto nella realtime search (la ricerca realtime).

Cutts ribadisce che è importante, per essere primi su Google, curare la qualità del social ranking.

COSA NON FARE

Le tecniche utilizzate dalla maggiorparte delle web agency che vendono servizi SEO (Search Engine Optimization) è stata sempre quella di arricchire le pagine di migliaia di link entranti (referrals), per esempio attivando blog o social network farlocchi: questo sistema non influenza più da tempo il Pagerank.

Lo scambio selvaggio di link non è consentito: il Pagerank non dipende solo dalla quantità dei link ma anche dalla qualità. Così come è controproducente pubblicare decine di blog o social network al fine di aumentare il numero di link entranti o la fitness dei nodi di una rete.

Così anche nel caso di Twitter e Facebook è inutile conquistare migliaia di followers e amici fasulli: una pratica poco ortodossa è quella di aprire dei falsi account e aumentare il numero di followers.

Queste pratiche vengono immediatamente scoperte e severamente punite, per esempio con l'inclusione dei followers in una black list, con risultato che si ha l'effetto opposto: si viene penalizzati nei risultati (serp) di Google.




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mercoledì 24 agosto 2016

GOOGLE TI PENALIZZA? NON SEI VISIBILE SUI MOTORI? ECCO PERCHE'

Il sito della tua azienda NON si trova sulle ricerche di Google?

 

È probabile che il tuo sito sia stato bannato, oppure penalizzato da Google . Controlla Webmaster Central, e compila una richiesta di riconsiderazione solo dopo avere tolto dal tuo sito contenuti non conformi alle regole di Google
Se il tuo sito è presente negli indici di Goole ma continua a essere penalizzato segui questo diagramma

How to Handle a Search Spam Penalty

Fonte: Rewriting the Beginner’s Guide Part IX: Myths, Penalties and Spam





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martedì 23 agosto 2016

AUMENTARE LE VENDITE CON IL MARKETING OLFATTIVO

Aumentare le vendite utilizzando il senso dell'olfatto? No, non parliamo del "fiuto" del bravo imprenditore. Ma del "fiuto del cliente". Numerose ricerche scientifiche hanno dimostrato infatti che quando un’azienda adotta un aroma legandolo al proprio marchio, i suoi prodotti vendono più di quelli di un’altra azienda che non ha una propria fragranza




Uno studio della Rockefeller University di New York ha dimostrato che le persone possono ricordare il 35% di quanto annusano, rispetto a solamente il 5% di ciò che vedono, il 2% di ciò che sentono e l’1% di quello che toccano.

Sempre lo studio pubblicato sulla rivista Science nel 2014 dimostra che il naso degli esseri umani può discriminare oltre mille miliardi di stimoli olfattivi differenti, e avrebbe quindi una capacità percettiva molto superiore a quella della vista e dell’udito.

Anja Stör dell’Università di Paderborn ha scoperto che persone intervistate dopo che una stanza era stata profumata con fragranza al limone erano il 14,8% più inclini all’acquisto rispetto a quelle intervistate in una stanza non profumata.


Altri vantaggi includevano un incremento del 18,8% nella disponibilità a comunicare, un incremento del 15,9% nella permanenza ed un incremento del 14,8% nella volontà di toccare i prodotti.


COME FARE MARKETING OLFATTIVO

Il Marketing Olfattivo si basa sull’impiego di particolari fragranze studiate con l’obiettivo di alimentare diverse emozioni nelle persone, agendo positivamente sul morale dei pazienti, influenzando il comportamento d’acquisto dei clienti (aumentando il loro tempo di permanenza e imprimendo il ricordo di un’esperienza piacevole all’interno di un negozio) o associando l’azienda o marchio ad un particolare aroma.

ALCUNI ESEMPI GIÀ REALIZZATI IN MERCATI AVANZATI 
  • Sony ha scelto un aroma di vaniglia e mandarino per trattenere la clientela nelle sue 36 boutique elettroniche sparse nel mondo;
  • Samsung ha elaborato una nuova essenza personalizzata per i diffusori con lo stesso scopo;
  • La Catena di Hotel Sheraton ha scelto un odore mixato di gelsomino più chiodi, garofano e fico;
  • I casinò di Las Vegas come Mandalay, Bellaggio e Mgm Grand sono stati pionieri nel diffondere essenze mirate per le sale da gioco oltre 10 anni fa;
  • De Beers, famosi negozi di diamanti, si sono fatti creare una loro essenza esclusiva per mettere a proprio agio la clientela;
  • Yankees, squadra baseball di New York, ha la sua essenza “Driver” che vende anche alla tifoseria a base di rabarbaro, pepe nero, pompelmo, lavanda, menta e bambù.
E IN ITALIA?

Solo per citare alcuni dei nomi più noti che hanno investito in Italia nel Marketing Olfattivo:  CONAD, COCA COLA, BUITONI, FRATELLI CARLI, RIGONI DI ASIAGO, BENETTON


PER APPROFONDIRE

TESI DI LAUREA 
"Il marketing sensoriale e il suo impatto sul  consumatore nel settore del lusso"


   Siti web: 

Articoli: 


Alessandro Miani, Gianfranco Virardi, Marialuisa Tonielli, Susanna Messaggio
Marketing sensoriale 
5 sensi per comunicare, vendere e comprare 

Il libro esplora il concetto del marketing sensoriale, guardando la materia dai differenti aspetti legati ai cinque sensi. Si affrontano gli argomenti chiave del marketing emozionale per offrire uno strumento di conoscenza utile ai direttori marketing e responsabili marketing delle Piccole e Medie Imprese.

La nuova visione del marketing dei sensi rende la disciplina ancora più affascinante e stimolante, perché apre nuove strade per raggiungere il successo sul mercato. 

In questa edizione si aggiungono contenuti inediti, esercitazioni, informazioni tecniche e operative.





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lunedì 22 agosto 2016

SAPETE COME DECIDE IL CLIENTE QUALE PRODOTTO ACQUISTARE? È QUESTIONE DI POCHI CLIC

Una  indagine  di Nielsen,  che ha intervistato 29 mila utenti Internet di 58 Paesi, dimostra come Internet sia il principale canale di influenza sugli acquisti, soprattutto per determinate categorie merceologiche: elettronica (81%), elettrodomestici (77%), libri (70%) e musica (69%), igiene personale e salute (62%) e bellezza (60%). 

Più della metà di tutti gli intervistati  considerano la ricerca sulweb importante quando si tratta di decidere l'acquisto di vestiti nuovi (69%) e auto (68%).

E naturalmente, in Europa e Stati Uniti, lo strumento di indagine più utilizzato è il motore di ricerca Google ma non solo. 

I social media sono  sempre più parte integrante della decisione di acquisto  per i consumatori che sono a caccia di nuovi prodotti.  

Quasi il sessanta per cento (59%) degli intervistati ha detto che erano molto più propensi ad acquistare un nuovo prodotto dopo aver appreso le sue caratteristiche attraverso una ricerca attiva su Internet, un blog (39%) o il sito web del produttore, attraverso i social media (30%), un annuncio Web (29%) o un video pubblicato su un sito di video-sharing (27%). 


domenica 21 agosto 2016

LEAD GENERATION E LEAD NURTURING PER AUMENTARE LE VENDITE

La crescita di un’azienda passa attraverso l’ampliamento del portafoglio clienti. E questo è un concetto scontato, ma è molto più arduo metterlo in pratica, soprattutto in un mondo commerciale che è notevolmente cambiato con l’avvento delle nuove tecnologie.  Per cui la lead generation, la generazione di nuovi potenziali contatti, è l’obiettivo numero uno per gli uomini commerciali e di marketing che operano soprattutto nel B2B.



Abbiamo parlato già di marketing automation, lead generation [1], lead nurturing [2], ma cosa si intende di preciso e quali sono le strategie più efficaci  di queste strategie di impresa?

Partiamo dalla definizione di lead o prospect. Indichiamo con questo termine i contatti di potenziali clienti che possono o potrebbero mostrare  interesse verso i nostri prodotti o i nostri servizi di impresa.

Se lo scopo delle campagne di marketing è quello di promuovere i prodotti o servizi considerando come finalità il maggiore profitto, è in questo caso che subentra una buona strategia di lead management.

L'azienda che intenda avere successo trasformando le proprie operazioni di marketing in generazione di nuovi contatti che si trasformeranno in clienti (e opportunità di business gestite dall’area vendite) deve comprendere quanto sia sempre più necessario costruire un rapporto di fiducia con il cliente (lead nurturing) grazie anche e soprattutto ad una comunicazione costante e mirata sulla base di una preventiva profilazione.

La fidelizzazione dei contatti (dei clienti) avviene proprio in questo modo: attraverso la marketing automation i metodi e le tecnologie attuali consentono di categorizzare il nostro cliente creando contenuti personalizzati per ognuno di essi in base all’analisi dei suoi comportamenti. Se avete mai utilizzato servizi di vendita come Amazon sapete quello di cui stiamo parlando.

Ai clienti piace che l'azienda si prenda cura di loro, anche dopo la vendita. Piace soprattutto che l'azienda rimanga in contatto anche in momenti in cui non vi sono transazioni, informandoli tempestivamente su servizi/prodotti di loro interesse o soluzioni di miglioramento del servizio/prodotto acquistato.  Vogliamo ribadire che lo scopo principale del Marketing Automation non è vendere, ma arricchire le relazioni con i clienti o potenziali tali. 

Il testo "Lead generation. Generare nuovi contatti commerciali con soluzioni d’avanguardia" di Ruth P. Stevens (Tecniche Nuove)  ha un ritmo serrato ed è decisamente pratico, queste caratteristiche lo rendono altamente fruibile e di grande aiuto per ottenere risultati da subito.

L’autorevole autrice aiuta a portare sistematizzazione e organizzazione in tutte le sfaccettature della lead generation: la costruzione dei processi, le best practice, le verifiche, i miglioramenti.

Il lettore imparerà a ‘massimizzare’il valore degli strumenti e delle strategie B2B, in special modo con applicazioni legate alle nuove tecnologie e ai nuovi canali commerciali. Una parte di rilievo viene data all’analisi dell’intero ciclo di vita del contatto: la qualificazione, la cura, le misurazioni e il tracciamento.

Il testo è improntato sulla chiarezza, sull’effettiva l’usabilità e sulla velocità di attuazione, ciò permette alla forza vendita di essere altamente produttiva… e quindi all’azienda di fare profitti.


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TERMINI UTILIZZATI 


[1] LEAD GENERATION
La lead generation è un'azione di marketing che consente di generare una lista di possibili clienti interessati ai prodotti o servizi offerti da un'azienda.
Questa operazione consiste nel trovare i clienti interessati, farsi dare i contatti dalla persona (prospect) e costruire un database che sarà utilizzato dal reparto commerciale. Per generare nuovi contatti, di futuri clienti, possono essere utilizzate tutte le varie strategie di marketing, da quelle più tradizionali come pubblicità o telemarketing alle più innovative come direct marketing o altre strategie che utilizzano il Web. Il pregio della lead generation è di generare una lista di possibili clienti realmente interessata e quindi con forte propensione all'acquisto del prodotto o servizio offerto, perché avviene una “selezione” a monte. Questo significa che il messaggio di vendita viene effettivamente veicolato soltanto ad alcuni consumatori, profilati grazie agli strumenti di marketing strategico.


[2] LEAD NURTURING
La Lead Nurturing consiste in tutte quelle attività da mettere in atto per curare e nutrire i rapporti con i potenziali clienti.  Gli strumenti per fare lead nurturing sono vari: dai webinar alle presentazioni, dagli ebook gratuiti all’invio di email informative. Ad esempio con l’email marketing si possono veicolare attraverso autimoatismi propri della Marketing Automation ottimi contenuti personalizzati, in modo tale da instaurare un rapporto confidenziale con il potenziale cliente.

sabato 20 agosto 2016

10 APP INDISPENSABILI PER OGNI IMPRENDITORE O MANAGER

Vi sentite più vicini a imprenditori come  Renzo Rosso, parton della Diesel, o all'ingegnere informatico Sergey Brin  e il matematico Larry Page (fondatori di Google). Prediligete il biologo Craig Venter, noto per avere sequenziato il genoma umano con la sua azienda Celera Genomics?

O piuttosto vorreste prendere esempio da Richard Branson, l'uomo più ricco del Regno Unito, fondatore del colosso Virgin e celebre per le sue imprese ai limiti dell'impossibile!

Chiunque voi siate, o vogliate essere, se amministrate una azienda o dirigete una startup, dovete assolutamente prendere in considerazione la possibilità di dotarvi di alcuni strumenti indispensabili.  Non potranno sostituirvi nelle importanti decisioni che prenderete per migliorare il vostro business, ma eviteranno di sprecare il vostro bene più prezioso... il vostro tempo!
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1
WebEx Meeting  [multipiattaforma]  
Utilizzo lo strumento della CISCO dal giorno della sua uscita e lo troviamo insostituibile.
Permette di collaborare via Web in tempo reale da qualsiasi luogo, in qualsiasi momento e su qualsiasi dispositivo. Da quando esiste anche l'applicazione mobilecosa pretendere di più?
 
2
QuickMobile  [multipiattaforma]  
Una suite di soluzioni ormai per me divenute indispensabili per organizzare meeting, congressi, scambiarsi informazioni utili e gestire riunioni in videoconferenza. Mai più senza!

3
Kadrige i Sharing [iPad]
È il leader europeo nelle soluzioni Saas di informazione scientifica a distanza e web conferencing, e da poco ha annunciato  il lancio dell’applicazione Kadrige iSharing per iPad. Utilizzo questa applicazione per condividere contenuti interattivi, organizzare riunioni a distanza e svolgere sessioni di training per centinaia di utenti collegati simultaneamente.
Insomma, un’app a tutto tondo per il  business. Grazie a Kadrige Everywhere (una delle innovazioni tecnologiche brevettate da Kadrige Innovative Software), l’applicazione può essere utlizzata ovunque io mi trovi, anche con una connessione a internet molto lenta (4Kb/s)

4
Google Mobile  [multipiattaforma]
Permette di trovare siti web, attività commerciali locali, prezzi di prodotti e altro ancora.  Utile per per postare, visionare mappe, utilizzare documenti e calendario, oltre alla ricerca vocale e alla  localizzazione.  Una vera suite di programmi disponibili nella "nuvola" di Google.

5
Evernote  [multipiattaforma]
Estremamente utile per  catturare e conservare idee e aspirazioni, fotografare presentazioni e progetti.
Cara vecchia Moleskine, ... addio!

6
Microstrategy [multipiattaforma] 
Permette di organizzare su tablet o telefono analisi, report, grafici, dashboard e qualsiasi dato che risulti  indispensabile per il lavoro.

7
Tripit [multipiattaforma]
Non iniziate un viaggio senza avere pianificato l'itinerario anche solo la sera prima. Un vero e proprio consulente specializzato. Fornisce mete, destinazioni e affini, può darvi tutte le informazioni su una determinata città  e controllare le prenotazioni di alberghi e ristoranti.

8
Business People Magazine  [multipiattaforma] 
Su Tablet la rivista è gratuita. Economia, attualità, stile e tendenze disponibile per android e iPad

9
Il Mondo Digital Edition  [iPad]
Fonte di grande autorevolezza nell'informazione economica italiana, Il Mondo offre ogni settimana  un panorama completo dei principali fatti economici e dei mercati.

10
Non sono solo posta elettronica per le aziende, ma una intera suite di servizi. Pubblica Amministrazione e Sanità in prima linea, ma molte le opportunità per le pmi, dove il cloud può togliere dei gran mal di testa.

E in più...
 
Lavorare con l'iPad  [iPad]
In queste pagine scopriamo come semplifidare il modo di lavorare sfruttando le app che eliminano la carta, e informazioni che rendono più agili tutte le normali attività d’ufficio. Scopriamo cioè che iPad può fare molto anche per il nostro lavoro.  Un analogo servizio esiste anche per il mondo iPhone.


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venerdì 19 agosto 2016

AUMENTARE I CLIENTI CON LA GUIDA (GRATUITA) SUL DIGITAL MARKETING

Quella che stiamo per presentarvi è un'utile guida con un ricco elenco di “digital marketing tools”, ovvero strumenti per l’analisi e la gestione operativa di azioni di marketing digitale adatti alla vostra azienda.

Detto in altre parole sono strumenti utili per chi si occupa di comunicazione e marketing di impresa per aumentare il numero di lead, ovvero di clienti interessati alla vostra offerta di servizi o prodotti.  

Perché ho bisogno di questa guida?Il successo nell'acquisizione di nuovi clienti attraverso il marketing digitale va alle imprese che sono più riuscite a sfruttare i principali canali di marketing inbound per ottenere visibilità e contatti. Questi canali includono la ricerca, social media e-mail marketing, il tutto alimentato da ottimi servizi disponibili per migliorare l'esperienza dei clienti on-line di siti web, applicazioni mobili ed e-mail per contribuire a rafforzare la conversione e sviluppare la fedeltà dei clienti.

La guida può essere scaricata qui [dopo una semplice registrazione] e presenta 150 strumenti – gratuiti, freemium e/o a pagamento.

Questa guida vi aiuterà a sfruttare la potenza degli strumenti digitali disponibili dal momento con:
  •     30 categorie di strumenti per  confrontare il vostro mercato e studiare i vostri competitor
  •     5 strumenti in ogni categoria classificati in ordine di valore
  •     Numerosi strumenti per acquisire, convertire e mantenere i clienti

La guida vi sarà utile per effettuare analisi sul vostro pubblico di riferimento e per gestire la vostra strategia di marketing digitale.

Tools che, come mostra l’infografica sottostante, sono divisi concettualmente in 4 aree: Reach, Act, Convert ed Engage, con una ulteriore suddivisione in aree sempre più specifiche. 

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giovedì 18 agosto 2016

I VANTAGGI DEL MARKETING AUTOMATION PER LE PMI

Se state leggendo questo articolo probabilmente siete i titolari o i direttori marketing di una PMI che intendono capire quali sono i vantaggi che strumenti relativamente nuovi offrono alle imprese, soprattutto nell'ottica di lead generation [1] e lead nurturing [2].


Stiamo parlando di una tecnologia relativamente nuova che fa capolino intorno all'anno 2000, quando venne utilizzata per la prima volta. 
Il motivo di questa novità sono le nuove tecnologie, che con costi ridotti avvicinano con grande successo il marketing automation al livello della piccola-media impresa.

Per marketing automation intendiamo l’uso di software utili ad  automatizzare processi di marketing come la segmentazione dei clienti, l’integrazione dei customer data e il campaign management.

Detto in parole più semplici
la marketing automation fa uso di piattaforme software e tecnologiche a buon mercato che consentono alle aziende di semplificare e automatizzare le operazioni ripetitive e misurare le attività di marketing, nonché di ridurre l’errore umano.


Il marketing automation non è solo una tecnologia. È l’insieme dei processi che, grazie anche all'utilizzo di un software, permettono a una azienda di semplificare, automatizzare modo da ottimizzare e miglioare la propria efficienza aumentando i ricavi e consolidando e migliorando le relazioni con i propri clienti e il proprio fatturato.

La cosa interessante è che non è neppure necessario installare software, avere cioè un sistema integrato con computer dedicati in azienda: infatti le più recenti piattaforme di marketing automation sono in cloud, ovvero ci si collega a portali che hanno già tutto il software ci cui abbiamo bisogno, dunque senza la necessità di installare alcun software (per intenderci è come quando usate la Gmail, senza necessità di installare alcunché sul vostro computer).

Attività di controllo e azioni di marketing si fanno oggi in cloud

La possibilità di automatizzare alcune azioni ripetitive permette alle risorse umane  presenti in azienda di impiegare il proprio tempo in altre attività ad alto valore economico, aumentando la produttività e l'efficienza aziendale,




Tutto questo si trasforma in una riduzione dei costi di gestione dell'intera impresa. 

Ma attenzione: il software non rende le relazioni con i propri clienti impersonali,  piuttosto accade il contrario. Infatti i  metodi e le tecnologie attuali consentono di categorizzare il nostro cliente creando contenuti personalizzati per ognuno di essi in base all’analisi dei suoi comportamenti. Se avete mai utilizzato servizi di vendita come Amazon sapete quello di cui stiamo parlando.

Così come i sistemi complessi di Amazon, una buona soluzione di Marketing Automation consentirebbe alla vostra azienda di gestire le relazioni con i clienti e di raggiungere l’importante obiettivo della fidelizzazione. 

E  questo per un motivo molto semplice: ai clienti piace che l'azienda si prenda cura di loro, rimanga in contatto anche in momenti in cui non vi sono transazioni, informandoli tempestivamente su servizi/prodotti di loro interesse. Vogliamo ribadire che lo scopo principale del Marketing Automation non è vendere, ma arricchire le relazioni con i clienti o potenziali tali.

I software di Marketing Automation permettono dunque di semplificare e aumentare l’efficienza dei processi di lead generation e lead nurturing, consegnando il contenuto più interessante per ciascun utente al momento opportuno. 

IL MARKETING AUTOMATION INTERESSA SOPRATTUTTO IL B2B 

Dopo le aziende B2C (Business to Consumer), sono proprio le aziende B2B (Business to Business) ad essere maggiormente interessate a questo strumento, perché i proprio i clienti cono proprio quelli a voler essere aggiorsati ed avere la possibilità di collaborare attivamente con i propri fornitori. 
In ambito B2C i software di Marketing Automation sono ideali per essere utilizzati con lo scopo di  migliorare la conoscenza del pubblico e far crescere l’interazione con il consumatore finale.

Se vi interessa approfondire l'argomento con qualche statistica di mercato, l’indagine Adestra del 2015 “Marketer vs Machine” ha prodotto i seguenti risultati che indicano tra i vantaggi del Marketing Automation in:

  • risparmio del tempo in azienda pari al 74%;
  • maggior coinvolgimento dei clienti (68%);
  • aumento nella frequenza delle comunicazioni (58%);
  • opportunità di up-selling (58%).  [3]
Frost e Sullivan (una delle più importanti aziende  mondiali di consulenza che fornisce analisi e ricerche di mercato, consulenza sulle strategie di crescita, in diversi settori industriali)   ha inoltre stimato che entro il 2020, quando clienti e fornitori utilizzeranno sistemi integati di advertising online, mobile app, ecc.  le attività di Marketing Automation genereranno un valore economico pari a 1,9 miliardi di dollari.


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SIGNIFICATO DI ALCUNI TERMINI UTILIZZATI



[1] LEAD GENERATION
La lead generation è un'azione di marketing che consente di generare una lista di possibili clienti interessati ai prodotti o servizi offerti da un'azienda.
Questa operazione consiste nel trovare i clienti interessati, farsi dare i contatti dalla persona (prospect) e costruire un database che sarà utilizzato dal reparto commerciale. Per generare nuovi contatti, di futuri clienti, possono essere utilizzate tutte le varie strategie di marketing, da quelle più tradizionali come pubblicità o telemarketing alle più innovative come direct marketing o altre strategie che utilizzano il Web.
Il pregio della lead generation è di generare una lista di possibili clienti realmente interessata e quindi con forte propensione all'acquisto del prodotto o servizio offerto, perché avviene una “selezione” a monte. Questo significa che il messaggio di vendita viene effettivamente veicolato soltanto ad alcuni consumatori, profilati grazie agli strumenti di marketing strategico.


[2] LEAD NURTURING
La Lead Nurturing consiste in tutte quelle attività da mettere in atto per curare e nutrire i rapporti con i potenziali clienti.  Gli strumenti per fare lead nurturing sono vari: dai webinar alle presentazioni, dagli ebook gratuiti all’invio di email informative. Ad esempio con l’email marketing si possono veicolare attraverso autimoatismi propri della Marketing Automation ottimi contenuti personalizzati, in modo tale da instaurare un rapporto confidenziale con il potenziale cliente.


[3] UP SELLING
Con up selling si intende la capacità di una azienda di indirizzare il cliente ad un prodotto diverso, qualitativamente più alto, con le stesse funzionalità di base ma con un margine maggiore di spesa di quella prefissata perché gli si fanno capire le differenze per cui vale la pena spendere. È un segnale di avvicinamento al cliente che coglie così il supporto che gli diamo a la nostra professionalità. Spende di più, è cosciente delle differenze ed è contento per l'affare fatto.

mercoledì 17 agosto 2016

COME L'INNOVAZIONE LEAN PUÒ FARE BENE ALLA TUA AZIENDA

Il tema dell’innovazione è di grande attualità per ogni azienda, uno dei punti chiave per il successo in questa difficile situazione economica. La focalizzazione di aziende e professionisti sul loro cuore pulsante, cioè l’insieme dei prodotti e dei servizi offerti sul mercato, permette di recuperare risorse preziose e dedicarle a ciò che può fare la differenza nel tempo.
La produzione snella (dall'inglese lean manufacturing o lean production) consiste in una serie di controlli e di processi che mira a minimizzare gli sprechi fino ad annullarli.
Riuscire ad applicare i principi del Lean Thinking, ossia la cultura del massimo risultato con il minor sforzo, nei processi dove si gioca l’innovazione in azienda, può diventare oggi l’arma più potente al costo più competitivo.

Ecco il perché di un libro che si prefigge di trasferire una metodologia che lega prodotti, processi, persone e strumenti attraverso un sistema applicabile in qualsiasi contesto aziendale e avvalendosi degli esempi di numerosi casi di successo, tra cui Lamborghini, Peugeot-Citroen, Telecom, Laika, Sacmi, Ethos e molti altri.
Le forme di spreco definite nell'ambito del Toyota Production System sono, per chi conserva un'impostazione protofordista, controintuitive:
  • eccesso di attività: realizzare attività che non producono valore;
  • movimento: spostarsi per raggiungere materiali lontano dal punto di utilizzo;
  • difetti: produrre scarti o rilavorazioni;
  • scorta: acquistare o produrre materiali in eccesso rispetto al fabbisogno del processo successivo;
  • eccesso di produzione: produrre più di quanto richiesto dal cliente o dal processo successivo;
  • attesa: impiegare il tempo in maniera non produttiva;
  • trasporto: spostare il materiale senza necessità connesse alla creazione del valore.
Esistono 5 principi-guida che delineano il modello teorico della produzione snella:
  1. definire il valore dal punto di vista del cliente; cosa il cliente è veramente disposto a pagare;
  2. identificare il flusso di valore; identificare l'insieme di azioni che portano a realizzare il prodotto o il servizio ;
  3. far fluire tutte le attività; tutto deve realizzarsi per processi e non per funzioni, senza soste o interruzioni;
  4. impostare le attività secondo la logica "pull" e non "push", ovvero realizzare un'attività solo quando il processo a valle lo richieda;
  5. perseguire la perfezione tramite continui miglioramenti (fare kaizen, parola composta che significa KAI = cambiamento, miglioramento e ZEN= buono, migliore).

Con il pensiero snello (lean)  il tradizionale World Class Manufacturing evolve dunque in un approccio che stabilisce nuove buone pratiche per produrre di più consumando meno e favorire, così, lo sviluppo competitivo. 

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sabato 13 agosto 2016

FARE L'IMPRENDITORE? COME VINCERE UN ORO OLIMPICO: TANTI SACRIFICI

Fare oggi l'imprenditore in Italia? Occorre prepararsi a fare tanti sacrifici e una dura gavetta; sarebbe un errore aspettarsi di poter bruciare le tappe. Proprio come conquistare un oro olimpico!

Fabio Basile, Oro Olimpico 2016 nel Judo


Chi ha scelto di fare l'imprenditore sa che non deve aspettarsi facili guadagni e deve preparasi ad un percorso faticoso e pieno di insidie. Quello che costa di più è il Know How. La conoscenza e l’esperienza, che va costruita con pazienza e impegno. Ecco perché i primi anni sono i più delicati. Perciò tanta gavetta, sacrificio, volontà, diligenza e formazione.

L'analogia con i sacrifici degli atleti in queste olimpiadi d'Estate 2016 a Rio de Janerio è facile da riconoscere, basta ascoltare le parole di Fabio Basile, oro nel judo, atleta dell'Esercito, e Daniele Garozzo oro nel fioretto. Con questi ori l’Italia ha raggiunto e superato la soglia delle 200 medaglie. Perché ne parliamo? Perchè a questi livelli lo sport diventa un lavoro, un sacrificio, ed ha tante analogie con l'essere imprenditori. 

Quanti imprenditori si riconoscono nelle frasi pronunciate dal campione di Judo Fabio Basile?
"In tanti mi dicevano di smettere, che non sarei mai diventato un campione”, sono state le prime parole di Basile dopo la vittoria e la conquinsta della medaglia d’oro. “Ecco, questa medaglia la dedico anche a loro. La vedete questa medaglia d'oro al collo?". E poi: "E stato un anno allucinante. Sono riuscito a trasformare la sofferenza e il dolore in armi da usare sul tappeto contro i miei avversari", dice l'azzurro che dedica la medaglia alla sua fidanzata Sofia, judoka come lui, ai genitori e al nonno che non ha mai avuto: "Ho perso mio nonno ancor prima di nascere, il mio primo pensiero è stato per lui - racconta -. Avrei voluto che mi vedesse campione olimpico, la sua assenza per me è un grande dolore". Essere nella storia dello sport italiano ha un sapore speciale: "E' un onore per me essere accanto a 199 campioni olimpici. Questa vittoria mi ripaga di tanti sacrifici. So di essere un pò una testa matta ma grazie al judo sono diventato un uomo".

Non vi ricordano i sacrifici che avete dedicato per fare crescere la nostra azienda? Un grande insegnamento quello di questi campioni: se vuoi ottenere qualcosa devi impegnarti e aspettarti il successo solo dopo anni di grandi sacrifici!

venerdì 12 agosto 2016

IMPRENDITORI "UNDER 35" IN CRESCITA NELL'ULTIMO ANNO

+66.000 unità nell'ultimo anno 4 su 10 sono al Sud.
Sono 624mila, il 10% del totale 


Giovani imprenditori in forte crescita dal 2015 ad oggi. Gli under 35 hanno aperto lo scorso anno 120mila nuove imprese, 46mila delle quali nel Mezzogiorno (il 37% del totale). Le chiusure hanno, invece, riguardato 53mila imprese di giovani con un saldo, dunque, positivo per 66mila unità. Senza l’apporto degli under 35, lo stock complessivo delle imprese avrebbe fatto registrare una perdita di 21mila unità.

Una performance ancora più rilevante se si pensa che le imprese giovanili rappresentano soltanto il 10,3% degli oltre 6 milioni di imprese che costituiscono la base imprenditoriale del nostro Paese (alla fine del 2015 le aziende di imprenditori con meno di 35 anni hanno infatti raggiunto le 623.755 unità).

La vitalità imprenditoriale dei giovani italiani si registra soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, seguite dal Nord-Ovest (28mila 500 aperture), dal Centro (25.812) e dal Nord-Est (18.869). In particolare, è la Calabria (con il 40,9%) la regione in cui nel 2015 si è registrato il più elevato contributo dei giovani, in percentuale, alla nascita di nuove imprese.

E questo il ritratto dell’imprenditoria giovanile che emerge da Movimprese, l’indagine condotta da Unioncamere-Infocamere sulla base del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. Tutti i dati sono disponibili all’indirizzo www.infocamere.it.

“I giovani stanno dimostrando di saper giocare un ruolo determinante per la crescita del nostro tessuto produttivo. Le numerose nuove realtà imprenditoriali targate under 35 che abbiamo registrato lo scorso anno ce lo confermano.” E’ questo il commento del presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, secondo cui “ora è necessario che queste giovani iniziative di business siano in grado di superare la fase inziale e affermarsi sul mercato. Un obiettivo al quale il sistema camerale lavora per permettere a queste promettenti realtà di nascere più forti e diventare grandi prima”.

giovedì 11 agosto 2016

IL BLOG AZIENDALE PER INCREMENTARE LE VENDITE

"Bisogna iniziare a usare i blog. Non avevamo idea di che cosa aspettarci quando lanciammo il blog ufficiale di General Motors. Sorprendentemente avemmo cinquemila visitatori il primo giorno. Siamo entrati in contatto con migliaia di persone che altrimenti non avremmo mai raggiunto. Naturalmente potreste chiedervi se bloggare è importante quando la propria azienda è in un periodo di crisi. La mia risposta è sì".


Bob Lutz
Vice Chairman  - Global Product Development 
General Motors 

In tempi di crisi l'azienda che utilizza le opportunità concesse dalle nuove tecnologie ha più possibiltà di entrare in una spirale economica positiva e alimenta le possibilità di aumentare la propria visibilità e la propria popolarità su un terreno che sta diventando sempre più agguerrito e competitivo: il Web.
Un corporate blog (o blog aziendale) suscita interesse nel cliente. E aiuta l’azienda ad ottenere visibilità (in particolar modo sui motori di ricerca come Google) e consenso senza richiedere onerosi investimenti e tecnologie complesse.

Da un  sondaggio di Ispo CLick  per l’Osservatorio Blogger, “Universo Blog, chi li frequenta e perchè”, viene rilevato che agli italiani i blog piacciono e tanto. Nonostante la diffusione massiccia dei social network, i blog vengono preferiti dagli italiani per riflettere e approfondire gli argomenti di interesse


I blog si sono rivelati dunque uno strumento di business molto efficace per le aziende: una chiave per sopravvivere alla recessione attraverso due operazioni di immagine: le relazioni e la fiducia, canali  attraverso cui stabilire un contatto diretto con il proprio target, invitando i clienti ad esprimere i loro commenti su quanto l'azienda stessa ha da proporre.

PERCHÈ UNA AZIENDA DOVREBBE AVERE UN BLOG

1) Aumenta il numero di lettori e di potenziali clienti 
2) Le Aziende concorrenti italiane e straniere si sono già mosse 
3) il blog è uno strumento adatto alle PMI 
4) Permette di avere un dialogo diretto con i proprio clienti e potenziali tali  
5) È uno strumento che può essere utilizzato per dialogare con i propri dipendenti e collaboratori
6) È un ottimo strumento per veicolare contenuti promozionali dell'azienda 
7) Migliora il posizinamento su Google anche del sito principale  
8) I contenuti possono essere gestiti anche da persone non esperte in informatica
9) Consente all'azienda di dialogare in modo non informale e di essere sempre al centro dell'attenzione
10) Vi permette di diventare degli influencer, dei punti di riferimetno nel vostro settore. 

Un blog, tecnicamente, non è dissimile da un sito web che si affianchi al sito principale di una azienda, ma che può soddisfare obiettivi differenti: il lancio di un servizio, o di un prodotto; l’area per raccontare l’azienda e le sue storie attraverso la voce del titolare o dei manager, il confronto di esperienze di una azienda e la volontà di indagare nuove forme di comunicazione.

Il blog dell'agevolatore di impresa Vikyanna
Inoltre, un blog serve ad accorciare le distanze tra cliente e azienda, fa capire meglio a quest’ultima cosa vogliono i propri committenti e, attraverso il riscontro diretto, consentire di correggere il tiro di eventuali errori di marketing in un modo più semplice e diretto.
Cancellare il corporate blogging dalla lista degli strumenti di marketing solo perché non se ne conoscono le dinamiche può farvi perdere una opportunità competitiva. Sforzarsi, invece, di avere un approccio aziendale meno istituzionale sembra essere la nuova strada per avvicinarvi ai clienti.

Il primo consiglio, utilizzando il blog come strumento di dialogo,  è quello di abbandonare lo stile istituzionale tipico del comunicato stampa o della presentazione da sito web aziendale e di rivolgersi ai propri lettori in maniera informale, diretta e soprattutto onesta.

Altri aspetti da non sottovalutare sono i requisiti che imprescindibilmente devono possedere le persone o la persona che scrivono sul blog, quali la padronanza della materia e la dote di comunicare. Entrambi questi fattori costituiscono il mix perfetto affinché i post scritti catturino l’attenzione del lettore.
Naturalmente un blog aziendale richiede una pianificazione attenta. Si tratta di un elemento che deve divenire parte della strategia di comunicazione aziendale.
Aprire un blog è semplicissimo, fare un flop altrettanto facile.

Quello in cui occorre investire, dunque, è nel rinnovamento dell’approccio dell’azienda al mondo esterno. Per questo è meglio affidarsi a professionisti della comunicazione digitale: servono una strategia e una pianificazione graduale, per evitare sgradevoli effetti boomerang, che possono influire sulla reputazione del marchio.

4 ESEMPI DI BLOG AZIENDALI DI SUCCESSO

L'OREAL

DELL

GENERAL ELETRIC

SQUARESPACE

martedì 9 agosto 2016

EXPORT: MADE IN ITALY CON IL VENTO IN POPPA. 15 MILIARDI LA CRESCITA STIMATA PER IL 2016

Internazionalizzazione: le previsioni di Euler Hermes sull'andamento degli scambi commerciali da qui alla fine del 2016 



Secondo gli analisti, circa 1,6 miliardi di extraguadagno quest'anno proverranno solo dal mercato tedesco, prima destinzione mondiale del nostro export con una fetta di circa 40 miliardi di euro di beni e servizi assorbiti nel 2015 (pari all'11,7% delle esportazioni totali dell'Italia).

Oltre 13 miliardi di guadagno verranno invece dalla Francia, dove l'anno scorso il nostro escport ha segnato quota 37,9 miliardi, pari al 9,4% del totale delle vendite italiane all'estero.

Sempre entro la fine del 2016 dagli Stati Uniti - che pesano il 9% del totale del nostro export, l'Italia guadagnerà 1,2 miliardi extra.

Mentre la Spagna, che l'anno scorso ha acquistato merci italiane eper circa 18 miliardi di euro, saprà portarci in dote un miliardo di euro in più.

Guadagni inferiori al miliardo di euro, ma non per questo meno significativi, arriveranno anche da molti Paesi dell'Europa centrael e orientale: Romania, Repubblica ceca, Ungheria e Croazia.

Anche Argentina, Canada e Hong Kong al di fuori dell'Europa sono mete che meritano di essere tenute in considerazione. 

Buone notizie anche dall'Olanda (300 milioni di euro in più) e dall'Irlanda (+120 milioni).

Chi invece non riserva sorprese positive è il Regno Unito (tra brexit e deprezzamento della sterlina entro la fine dell'anno ci aspettiamo un calo dell'export italiano di quasi un miliardo di euro). 


Come e dove internazionalizzare la tua impresa sui mercati esteri?  Chiedi all'agevolatore di impresa Vikyanna



lunedì 8 agosto 2016

L'IMPORTANZA DEL CHIEF DIGITAL OFFICER PER UNA AZIENDA

Il ruolo e l'importanza del Chief Digital Officer sta crescendo nel mondo delle PMI. Questa figuta assume sempre più un ruolo centrale per facilitare le implicazioni strategiche dei nuovi modelli di business che stanno trasformando strategicamente le aziende, proiettandole nel panorama mondiale del mercato digitale integrato. Come? Lo spieghiamo in questo articolo.

 

Linda Boff, Chief Marketing Officer presso la General Eletric,
è stata premiata quest'anno U.S. Chief Digital Officer  dal CDO Club
la più grande community di Chief Digital Manager


Oggi la tecnologia digitale è ovunque: cloud, mobility, social network e Internet of Things stanno cambiando il modo in cui tutti noi lavoriamo e ci divertiamo. Questo mondo digitale in rapida evoluzione sta anche rimodellando il rapporto tra le aziende e i clienti, che ora si aspettano dai propri brand preferiti un'esperienza utile e interattiva. 

Anche la sicurezza è motivo di preoccupazione. Azienda e clienti si scambiano un volume in continuo aumento di dati sensibili, aumentando i fattori di rischio. La trasformazione del mercato sta inoltre intensificando la concorrenza. 

Il business digitale ridefinirà i confini tradizionali del mercato e dei settori industriali, provocando stravolgimenti e trasformazioni su una scala mai vista prima. 

Perché è importante per per MPI questa nuova figura: il Chief Digital Officer? 

I CDO sono un ibrido in grado di esaltrare la capacità digitali, commerciali, di trasformazione e operative di una azienda, con una straordinaria capacità di condurre, comunicare e coinvolgere le persone in tutta l'organizzazione. Non sono necessariamente dei tecnici: conoscono la tecnologia, e la sanno utilizzare per fare interagire piattaforme, dati e il pubblico. Si occupano di strategia, innovazione, implementazione, cambiamento organizzativo e gestione del valore di business.

Come vediamo dal grafico l'importanza di questa figura interna o esterna all'azienda si fa sempre più strada,  in quanto la tecnologia sta ridisegnando il panorama competitivo tra le aziende concorrenti.

Il numero di CDO coinvolti nella strategia di impresa continua a raddoppiare ogni anno

La digital transformation sta accelerando

Le nuove tecnologie stanno intensificando la concorrenza e allo stesso tempo stanno rendendo sempre più labili i confini che una volta delineavano chiaramente gli specifici settori industriali. Questo proietterà la vostra azienda in scenari competitivi una volta impensabili. Ad esempio, in passato le case automobilistiche operavano in un ambito relativamente finito. Costruire un'automobile non è certo un'impresa semplice, ma i ruoli chiave nel settore erano chiaramente delineati. Oggi invece le auto sono device connessi, che consentono a conducenti e passeggeri di accedere da remoto al veicolo e di ascoltare musica in streaming, usare app di navigazione e molto altro quando in auto. 

Come conseguenza, rivenditori, compagnie di assicurazione e una miriade di altri operatori hanno plasmato un nuovo panorama competitivo. L'automobile, che un tempo era un bene durevole semplice e indipendente, è diventata parte di un vasto ecosistema di prodotti e servizi connessi che hanno sfumato i confini del settore.  

Iniziate da queste domande:
- La vostra maggior fonte di reddito è rappresentata da specifici prodotti chiave? 
- La vostra quota di mercato è diminuita negli ultimi anni? 
- Avete aggiunto nuove competenze negli ultimi tre anni? 

Domande come queste vi aiuteranno a comprendere chiaramente se siete a rischio di stagnazione o se state introducendo innovazioni e progredendo verso il modello di azienda aperta. 

Imparate a conoscere i vostri Clienti 

Riesaminate i modelli di acquisto e di comportamento dei vostri clienti nel corso degli ultimi anni: 
- Sapete da cosa sono guidate le decisioni di acquisto? 
- Come è cambiato il traffico sul vostro sito web negli ultimi tre anni?
- I clienti chiedono con sempre maggiore insistenza contatti tramite più canali, come social, mobile e chat? 

Esaminiamo la vostra Concorrenza 

Infine, fate il punto sui vostri concorrenti:
- Si sono concentrati sull'innovazione dei propri prodotti e servizi implementando la connettività a nuovi device?
- Stanno conquistando nuovi e sorprendenti mercati?
- Il vostro principale concorrente sta adottando nuovi modelli di engagement, come contenuti, inbound e social? 

Il prossimo CDO Forum 
si svolgerà a Sidney il 5-6 ottobre 2016
L'evoluzione digitale è un processo complesso, che coinvolge praticamente ogni area dell'azienda e il ruolo di CDO sta acquistando sempre più importanza. Di fatto, da un sondaggio Accenture è emerso che l'80% delle aziende ha fatto ricorso a una figura di questo tipo, incaricata di assistere l'azienda nello sviluppo e nell'attuazione di una strategia digitale coesiva e può operare in varie posizioni, ad esempio.

Se non si hanno competenze interne, una possibilità è quella di fare ricorso all'outsourcing, tramite una società di terze parti con un track record comprovato nel settore digitale e il know-how necessario per accelerare i vostri progressi verso l'azienda aperta. 

Trasformarsi in un'azienda digitale vuole dire far leva sulle tendenze più innovative. È però essenziale un approccio strategico alla scelta delle tecnologie da implementare per la crescita del business. 

Iniziate sviluppando un elenco di obiettivi pertinenti alla vostra azienda o al settore in cui operate.

Ad esempio, gli obiettivi possono essere

- Conservare i clienti esistenti e ridurre il tasso di abbandono
- Differenziare la delivery dei servizi
- Aprire nuovi mercati e creare nuovi flussi di entrate 
- Migliorare l'agilità e l'efficienza operativa


Iniziative digitali essenziali 

La misura in cui riuscirete a concretizzare il potenziale del nuovo business digitale dipende dall'efficacia di esecuzione di una serie di iniziative chiave:
- Accelerare lo sviluppo di app mobile.
- Offrire un'esperienza multicanale coerente.
- Espandere e innovare la delivery dei servizi attraverso l'Internet of Things.
- Monetizzare i dati e penetrare in nuovi mercati.

Dubbi? Domande? chiedete a Vikyanna agevolatore di impresa